Curto Giovambattista

Sulle orme del padre Giovanbattista, Francesca Curto porta avanti con determinazione e sensibilità una tradizione familiare profondamente radicata nella cultura del vino. I vigneti dell’azienda raccontano questa storia: impianti ad alberello di oltre cinquant’anni, con rese contenute tra i 35 e i 50 quintali per ettaro, affiancati da vigneti a spalliera più giovani, di 15-20 anni, con produzioni che raggiungono i 70 quintali per ettaro. Il tutto supportato da moderne tecnologie di vinificazione, come la spremitura soffice e il termocondizionamento del mosto, che consentono di preservare al meglio le caratteristiche delle uve.

Curto Giovambattista

Il territorio gioca un ruolo fondamentale. I Monti Iblei dominano il paesaggio con i loro altipiani terrazzati che degradano dolcemente verso il mare. I suoli, prevalentemente calcarei – tra calcare di Val di Noto e tufo calcareo – sono arricchiti da marne e argille, elementi che contribuiscono a conferire ai vini struttura, mineralità ed eleganza.

Francesca è oggi protagonista attiva della vita aziendale. Ha ereditato dal padre non solo l’amore per la campagna, ma anche il rispetto profondo per il prodotto e una passione autentica per i grandi vini. Da questa eredità nasce il suo desiderio di valorizzare al massimo le uve coltivate nella terra d’origine del Nero d’Avola, con l’ambizione di produrre vini di alto livello. Sullo sfondo, una villa patrizia affacciata sull’azzurro mare di Pachino e circondata da distese di agrumi: una struttura segnata dal tempo, ma proprio per questo ricca di fascino e memoria.

Il percorso di crescita di Francesca l’ha portata anche all’estero, nel cuore della tradizione enologica francese. Ha svolto stage a Saint-Émilion presso Château Villemaurine, Château Timberlay nel Bordeaux Superiore della famiglia Giraud, e Château Clos Fourtet dei fratelli Lurton, produttori di Premier Grand Cru. Esperienze fondamentali